Ospedale Niguarda

Ospedale Niguarda: l’arte nei reparti psichiatrici. La Buona notizia del lunedì

All’Ospedale Niguarda di Milano, l’arte è un valido “alleato” per tutte le attività riabilitative del Dipartimento di Salute Mentale: ne parliamo ne ” La buona notizia del lunedì”.

In collaborazione con l’Associazione ARCA Onlus  (Associazione per il Recupero della Creatività Artistica e la Riabilitazione Psicosociale) è stato infatti realizzato il MAPP (Museo d’Arte Paolo Pini) che, con le sue Botteghe d’Arte, è uno degli esempi più tangibili di questa attività. 

Il MAPP, in effetti, è un museo d’arte contemporanea “en plein air” situato nell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, la cui filosofia è il  miglioramento della qualità della cura, attraverso l’organizzazione di incontri in cui potersi sentire liberi di esprimere la propria creatività e, allo stesso tempo, abbellire un ambiente che, normalmente, risulterebbe grigio e piatto.

Insieme ai pazienti vengono quindi creati dipinti di tutti i tipi, sia individuali che collettivi. Unica regola: lasciare spazio all’immaginazione.

E’ questo il progetto “Senza Zavorra”, nato per contrastare il “grigiore”, il “senso di malinconia” che caratterizza i reparti ospedalieri e realizzato dagli arteterapisti della Associazione ARCA ONLUS che operano presso il Centro Diurno – Botteghe d’Arte MAPP, insieme ai tirocinanti della Scuola di Arteterapia MBA e ai frequentatori dei laboratori di arteterapia, in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale dell’Ospedale Niguarda

ospedale Niguarda arteterapia

“Grazie a questo progetto, l’arte diventa un inno alla libertà di espressione in cui viene rivendicata l’umanità del paziente: non più una persona esclusivamente oggetto di cure e protezione, bensì un protagonista attivo che si prende cura del proprio benessere. L’arte diventa un importante punto di incontro relazionale. Il “fare arte insieme” diventa uno strumento per stare meglio con sé stessi e con gli altri senza essere percepito come un obbligo. Si crea uno scambio reciproco di sensazioni e idee che non solo permette ai pazienti di esprimere la propria creatività, ma permette anche di abbellire il reparto ospedaliero”.- riporta una nota dell’Ospedale Niguarda , raccontando la storia di uno dei protagonisti di questa esperienza:

“Giuseppe non riesce a trattenere un’espressione compiaciuta di fronte ai propri quadri. “Il mio lavoro pieno di colori si intitola Fantasia“, spiega con orgoglio: “L’ho chiamato così perché il colore è gioia, è vita, è movimento… il colore protegge”. Queste possono sembrare descrizioni fatte da un pittore alle prese con la propria mostra. Eppure, Giuseppe non è un artista come tutti gli altri. È infatti ricoverato presso il reparto psichiatrico dell ASST Grande Ospedale Metropolitano milanese, e in cui, fino ad oggi, non aveva mai pensato di poter dipingere… Nell’ospedale c’è bisogno di colore perché le pareti sono vuote, spente… Gli incontri di pittura sono fondamentali per interrompere la monotonia” conferma Giuseppe. 

Come lui, molti altri utenti del reparto non solo sono felici del progetto, ma anche orgogliosi delle proprie creazioni. Tante erano le emozioni che avevano dimenticato di poter provare: “Non mi ricordavo quanto fosse rilassante” dice qualcuno, “Questa attività mi è piaciuta perchè mi sono sentita apprezzata” afferma qualcun altro. L’arte può cambiare una prospettiva, fornendo a queste persone un punto di vista diverso rispetto alla propria malattia. Può trasformare un luogo, migliorando la qualità della vita di tutti, anche degli operatori. Infine, l’arte dà un’opportunità: quella di mettersi in gioco prendendosi cura non solo del luogo ma anche di se stessi.”- conclude la nota dell’Ospedale Niguarda