Organizzazione Pronto soccorso del Ruggi per il covid-19

Organizzazione del Pronto soccorso e dell’area emergenziale dell’AOU di Salerno

L’AOU di Salerno rende nota l’organizzazione del suo Pronto Soccorso e dell’area emergenziale, attraverso un comunicato stampa sul proprio sito in cui si ricostruisce la cronistoria degli interventi e delle attività avviati in fase di realizzazione della struttura che nel 2014 si trovò a gestire l’epidemia internazionale dell’Ebola.

In quella circostanza il Pronto soccorso venne adeguato per trattare eventuali casi di contagio, fu realizzato un percorso dedicato alle malattie altamente infettive e diffusive, distinto dagli altri percorsi. L’area occupata dagli infermieri di triage fu completamente protetta e separata dalla zona di accesso antistante con sistema fisico e furono identificate due stanze di isolamento per i casi sospetti, con accesso indipendente dal Pronto Soccorso Generale.

Come riporta il comunicato del “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”: ” Oggi, sono state aggiunte ulteriori tre stanze di isolamento per adulti e una per pazienti pediatrici, dotate di adeguato impianto di ricambio d’aria onde evitare l’inquinamento delle zone comuni per via aerea, con l’utilizzo, inoltre, di apparecchiature che sanificano l’aria in modo continuo e terminale con tecnologia al plasma e ozono. Sono dotate di tutti i presidi indispensabili per l’assistenza in emergenza-urgenza, anche di quei casi che presentino quadri clinici particolarmente compromessi, vale a dire supporti ventilatori-rianimatori e apparecchiature radiologiche dedicate. Inoltre, tutto il personale del Pronto Soccorso è stato formato sull’utilizzo dei DPI e sulla gestione dei casi di pazienti con sospetto o malattia altamente infettiva e diffusiva.

A ciò si aggiunge che in questa fase emergenziale la sala di attesa del Pronto Soccorso è stata inibita alla presenza di qualsiasi persona e ciclicamente sanificata. I pazienti accedono in modo organizzato e singolarmente all’area antistante il triage, vengono accolti da un infermiere dotato di tutti i DPI che assicura il pre-triage e fornisce all’assistito mascherina chirurgica. Lo stesso infermiere raccoglie anamnesi e rileva la temperatura corporea, ai fini della identificazione dei casi sospetti. Questi ultimi seguono il percorso dedicato e vengono valutati in modo specifico da un medico che stabilisce la necessità o meno dell’effettuazione del tampone. Il paziente che presenta condizioni cliniche tali da richiedere successiva ospedalizzazione, verrà assistito in quelle aree in attesa dell’esito del tampone. Attesi gli standard strutturali già assicurati, la tenda fornita dalla Protezione Civile, che è stata collocata attiguamente al Pronto Soccorso è riservata a eventuali ulteriori necessità e/o destinata a particolare tipologia di assistiti.”