Spallanzani

Spallanzani, parte lo studio anticorpi monoclonali come alternativa alla terza dose di vaccino anti covid-19

All’Istituto Spallanzani di Roma parte uno studio con gli anticorpi monoclonali da integrare alla terza dose a pazienti immunodepressi e fragili.

Proprio oggi, il commissario straordinario Paolo Figliuolo in visita all’hub vaccinale presso lo stabilimento Amazon di Passo Corese ha annunciato che per la terza dose di vaccino “Siamo pronti per fare la terza dose a tutti quelli che indicherà la comunità scientifica: si partirà già a settembre con coloro che vengono definiti immuno-compromessi, quelle persone che hanno bisogno di un aiuto alla risposta per il sistema immunitario. Stiamo calcolando una platea di circa 3 milioni di persone. Poi a seguire, seguendo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, si andrà sulle persone più anziane, sulle Rsa, i sanitari e poi vedremo. I due vaccini che ad oggi abbiamo a disposizione sono Pfizer e Moderna, ne abbiamo un quantitativo più che sufficiente, le dosi ci sono” -ha detto il generale Figliuolo

Ma dallo Spallanzani arriva la notizia di una “ipotesi alternativa” , annunciata dal direttore dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive, Francesco Vaia al termine della riunione con il nuovo direttore scientifico ad interim, Enrico Girardi, e il direttore del Dipartimento Clinico, Andrea Antinori.

“In questi mesi l’Istituto Spallanzani ha condotto le ricerche sulla risposta vaccinale in diverse popolazioni fragili, in persone immunodepresse per patologie gravi o in cura con terapie immunodepressive. Il nostro obiettivo, e quello del Paese, è di garantire la protezione dal contagio anche e soprattutto a queste persone.- dichiara Francesco Vaia- Noi stiamo facendo questo programma di accesso ai monoclonali che non vuole essere alternativo, ma integrare. Ho sempre detto che sono due gli strumenti e che la scienza ci darà le risposte. C’è chi sta lavorando sulla terza dose di vaccino, “legittimamente” , e ci sono studi in corso. Noi vogliamo dare una mano, come istituto scientifico, senza l’ambizione di essere depositari di verità assolute, ma diamo il nostro contributo.

“In questi giorni abbiamo messo in cantiere un programma per favorire l’accesso a questo tipo di popolazione agli anticorpi monoclonali e abbiamo sottomesso un programma di accesso ai monoclonali alle autorità regolatorie e siamo in attesa in settimana che Aifa e il comitato etico approvino il programma . Se tutto andrà a buon fine, come ci auguriamo, cominceremo a somministrare gli anticorpi. Come sempre daremo la comunicazione degli esiti di questa innovativa e stimolante applicazione di una ricerca sul piano assistenziale”.- conclude il direttore dello Spallanzani