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SIMDO: diabetologi pronti a vaccinare i loro pazienti

Diabetologi della SIMDO pronti a vaccinare gratuitamente i pazienti diabetici.

Anche i diabetologi vogliono dare il loro contributo per la campagna vaccinale: lo ha dichiarato la SIMDO, Società Italiana di Metabolismo Diabete e Obesità in una lettera indirizzata al ministro della salute.

«La SIMDO, data la situazione di estrema gravità sanitaria ed economica che sta attraversando il nostro Paese – si legge nella lettera – con spirito collaborativo e, a titolo meramente volontaristico nell’interesse delle persone con diabete che risultano categoria a maggiore rischio di esito infausto in caso di infezione da Covid, mette a disposizione tutti i propri medici, al fine di poter rendere prioritaria la vaccinazione anti Covid, vaccinando a titolo gratuito tutti i pazienti diabetici presso i propri ambulatori di diabetologia».

Il presidente della SIMDO Vincenzo Provenzano auspica “la predisposizione di un protocollo di intesa che permetta di organizzare, su tutto il territorio, le vaccinazioni e implementarle stabilendone le strategie esecutive. L’iniziativa è un atto dovuto indispensabile per potere, tutti insieme, effettuare un ennesimo e grande sforzo che possa portarci il più vicino possibile verso la fine di questa terribile e lunghissima pandemia”

Pronta a collaborare sin da subito la consigliera nazionale della SIMDO, la salernitana Paky Memoli: ” Io ho già partecipato ad una missione umanitaria nelle zone rosse e ritengo di poter dare ancora un altro contributo anche per quanto riguarda il piano vaccinale anticovid organizzato dal governo; quindi in tutte le regioni siamo pronti a partire. Per quanto mi riguarda, visto che si inizierà a vaccinare anche nelle farmacie, sin da subito posso collaborare con i farmacisti e nei diversi centri vaccinali aperti a Salerno”.

«Saremo orgogliosi ed onorati – aggiunge il segretario nazionale della SIMDO, Paolo Antonio Miserendino – di potere contribuire in qualsiasi modo a supportare il Servizio sanitario nazionale. L’impegno della nostra società scientifica, la cui cultura ha al centro il paziente, mira ad esprimere valori di umanità, di condivisione e di profondo rispetto verso chi ha bisogno di cure. Fermamente convinti che la solidarietà è l’elemento su cui si fonda una comunità”.