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Report 87,Italia ” rischio alto” in 13 regioni. Da lunedì Campania in zona gialla e Valle d’Aosta in arancione

Il report 87 elaborato dal Ministero della Salute, ISS e Cabina di regia, pubblicato oggi, conferma la situazione epidemica acuta con la maggior parte dell’Italia classificata “a rischio alto”.

Nella settimana di monitoraggio, dal 3 al 9 gennaio 2022, si confermano segnali plurimi di allerta a livello regionale nelle attività di sorveglianza ed indagine dei contatti

“La situazione epidemica acuta con una incidenza settimanale, a livello nazionale raggiunge il valore di 1.988 casi per 100.000 abitanti con una velocità di trasmissione nel Paese che si mantiene significativamente sopra la soglia epidemica.- si legge nel report 87 che fotografa la situazione reale a livello nazionale

“La maggior parte del Paese si colloca a Rischio Alto o a Rischio Moderato con alta probabilità di progressione a rischio Alto: 13 Regioni italiane sono classificate a rischio Alto (o equiparate a rischio Alto) di una epidemia non controllata e non gestibile e 5 Regioni/PA si collocano a rischio Moderato con alta probabilità di progressione a rischio Alto, nel caso fosse mantenuta l’attuale trasmissibilità.

La pressione sui servizi ospedalieri osservata nell’ultima settimana, associata alle progressive evidenze che arrivano da altri Paesi Europei, rende necessario invertire rapidamente la tendenza per evitare condizioni di estremo sovraccarico dei servizi sanitari, già oggi fortemente impegnati.

L’epidemia -sottolinea il report 87-si trova in una fase delicata e si osserva ormai da numerose settimane un persistente aumento nel numero di casi e nelle ospedalizzazioni.

Alla luce della elevata incidenza e della circolazione della variante Omicron di SARS-CoV-2, è necessario il rigoroso rispetto delle misure comportamentali individuali e collettive, ed in particolare distanziamento interpersonale, uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani e riducendo le occasioni di contatto ed evitando in particolare situazioni di assembramento.

Una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto soprattutto clinico dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti.

Questi in dettaglio alcuni punti chiave del report 87:

-La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti continua ad essere la fascia d’età 20-29 anni con un’incidenza pari a 2.872 per 100.000 abitanti, in aumento rispetto alla settimana precedente. Al momento, l’incidenza più bassa, ma ormai molto elevata, si rileva nelle fasce di età superiori agli 80 anni (489 per 100.000 abitanti nella fascia d’età 80-89 e 497 per 100.000 abitanti nella fascia 90+) che presentano anche una maggiore copertura vaccinale sia con ciclo completo che con dose di richiamo.
-Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente e ben al di sopra della soglia epidemica. É in leggera diminuzione invece l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,2 (1,18-1,22) al 4/01/2022 vs Rt = 1,3 (1,27-1,32) al 28/12/2021).
-Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 18,2% e in continuo e costante aumento rispetto alle settimane precedenti (rilevazione giornaliera Ministero della Salute del 11/01/2022); il numero di persone ricoverate passa da 1.392 (4/01/2022) a 1.677 (11/01/2022) con un incremento relativo del 20%.

Anche il tasso di occupazione in aree mediche Covid19 a livello nazionale aumenta ed è pari al 26,6%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 12.912 (4/01/2022) a 17.067 (11/01/2022) con un incremento relativo del 32%. Questo sta imponendo una revisione organizzativa delle
prestazioni assistenziali erogate a favore dei pazienti COVID-19.
L’attuale scenario dell’utilizzo dei servizi ospedalieri osservato nelle ultime settimane, coerenti con quello che si osserva in altri Paesi Europei, rende necessario invertire rapidamente la tendenza per evitare un aggravamento ulteriore delle condizioni di sovraccarico dei servizi sanitari, già oggi fortemente impegnati.

-Raddoppia il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (649.489 vs 309.903 della settimana precedente).
-La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in forte diminuzione (13% vs 16% la scorsa settimana).

-È in diminuzione anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% vs 50%) mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (39% vs 34%).
-L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza pari a circa 40 volte la soglia dei 50 casi settimanali per 100.000 abitanti non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento, pari al 13%, ed in continua e costante diminuzione.- si legge nel report 87

In base ai dati del monitoraggio settimanale, il ministro Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza per il passaggio di fascia di rischio per alcune regioni a partire da lunedì 17 gennaio: la Valle d’Aosta passa in arancione, la Campania in giallo