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Polmonite covid-19 con sindrome da distress respiratorio acuto: i primi dati al mondo sugli esiti nei pazienti ad un anno dalla terapia intensiva

Polmonite Covid-19 con sindrome da distress respiratorio acuto, è stata argomento di uno studio promosso dall’Università di Brescia e l’ASST Spedali Civili della stessa città.

Lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista britannica Thorax fornisce i primi dati al mondo sugli esiti nei pazienti ad un anno dalla terapia intensiva, ed è frutto della collaborazione tra il Centro di Ricerca Universitario “Alessandra Bono” dell’Università degli Studi di Brescia e il Centro per il follow-up dei pazienti dimessi dalla terapia Intensiva dell’ASST Spedali Civili di Brescia.

«Ad un anno dalla dimissione dalla terapia intensiva – spiega il prof. Nicola Latronico dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione 2, autore dello studio e Coordinatore del Centro di Ricerca “Alessandra Bono” – i primi dati al mondo in pazienti con insufficienza respiratoria grave associata a Covid-19 dimostrano un ottimo recupero in termini di qualità di vita, ritorno al lavoro, indipendenza nelle attività quotidiane, stato cognitivo e mentale. La funzione fisica misurata in modo oggettivo sia in termini di forza muscolare che di endurance rimane compromessa in modo significativo; tuttavia, gli esiti sono meno gravi rispetto a pazienti con ARDS (distress respiratorio acuto) di gravità clinica sovrapponibile ricoverati in epoca pre-Covid-19, a sostegno del fatto che la cura dei pazienti è stata di elevata qualità nonostante i numeri impressionanti della pandemia».

Lo studio riporta gli esiti di 114 pazienti affetti da polmonite covid-19 con ARDS, valutati a 3, 6 e 12 mesi dopo la dimissione dall’unità di terapia intensiva con valutazione dei disturbi fisici, mentali e cognitivi (perdita di massa e forza muscolare, complicanze neuro-psicologiche, dolore ed altre condizioni patologiche).

L’esame della forza muscolare (handgrip test) ha evidenziato miglioramenti significativi nel tempo. Non così il test del cammino di 6 minuti, un test di resistenza fisica, che si ferma in media all’80% del valore predetto, e l’affaticamento grave percepito da un terzo dei pazienti.

L’indipendenza nelle attività della vita quotidiana è stata raggiunta dal 98% a 3 mesi. I disturbi della memoria e altre alterazioni cognitivo (28% a 3 mesi) sono migliorate nel tempo, a differenza dei sintomi di depressione, ansia e disturbo da stress post-traumatico, presenti nel 9%, 10% e 4% a 3 mesi.

Gli esiti, pur preoccupanti, sono tuttavia meno gravi di quelli riportati da pazienti con ARDS di gravità paragonabile ricoverati nelle terapie intensive PRIMA del COVID, a sostegno del fatto che la cura dei pazienti è stata di elevata qualità nonostante i numeri impressionanti della pandemia.

Con questo studio sulla polmonite covid-19 e l’ARDS, il neonato Centro di Ricerca Universitario si propone di promuovere la ricerca e la disseminazione di conoscenze sulla Sindrome Post-Terapia Intensiva, una sindrome ancora oggi ampiamente inesplorata.