Criticità dei Pronto Soccorso, lettera aperta ai vertici aziendali di Cittadinanzattiva e Tribunale per i Diritti del Malato

Sulle criticità dei Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Ruggi di Salerno e degli altri nosocomi della Provincia, l’intervento di Cittadinanzattiva e Tribunale per i Diritti del Malato.

In una lettera aperta indirizzata ai Direttori Generali della A.O.U. Ruggi-Salerno e dell’ASL Salerno le due associazioni denunciano le problematiche che riguardano queste strutture .

“Come Cittadinanzattiva e Tribunale dei diritti del Malato di Salerno- Ruggi, abbiamo più volte denunciato le criticità nei Pronto soccorso dei presidi ospedalieri dell’ASL SA e in quello dell’Azienda Ospedaliera Universitaria in particolare.- scrivono Vinicio Colangelo, Margaret Cittadino, Maria Grazioso, Maria Pastore,Pasquale Trotta, Salvatore Raimondi-

Abbiamo segnalato il clima lavorativo teso che, secondo noi, è concausa nella fuga dei medici e dei comportamenti aggressivi degli operatori: basti vedere il presidio di Sarno e il Pronto Soccorso del Ruggi, da dove pare che andranno via altri quattro medici.

Il /i pronto soccorso sono il collo di imbuto che vede a valle il territorio e a monte i posti letto dei presidi e del Ruggi.

Come Tribunale dei diritti del Malato abbiamo chiesto e chiediamo per ridurre i ricoveri impropri, che pare siano la maggioranza(non ci sono dati ufficiali sugli accessi e sulle loro tipologie nè sui posti letto realmente attivi):

– il potenziamento tecnologico e di personale dei poliambulatori in funzione nel territorio, nelle more dell’attivazione delle case di comunità. Nell’ ultima richiesta inviata lo scorso 4 agosto, abbiamo ancora una volta richiesto l’ installazione nei poliambulatori di una Tac e di ecografi di ultima generazione per fare una diagnostica seria, screening completi e dei laboratori di base per una diagnosi, attivi 24 ore, come afferma il DLS 77 in vigore.

A Salerno non esiste un laboratorio pubblico, nè la possibilità di fare una diagnostica di base h 24: per questo anche per mettere un catetere o fare una trasfusione o una flebo i cittadini vanno al pronto soccorso.

-l’attivazione reale delle AFT(associazioni funzionali territoriali) ,che percepiscono gli emolumenti relativi, e non svolgono le funzioni di esser attivi almeno 12 ore al giorno

-il potenziamento delle USCA e della medicina territoriale

-l’applicazione del decreto sull’assistenza territoriale, decreto 77 sulla medicina di prossimità, e di iniziativa

-l’ utilizzazione dei poliambulatori come prefigurazione delle case di comunità, che non si sa quando verranno attivate e la piena utilizzazione delle risorse umane e finanziarie in essere

-l’incremento dei posti letto negli ospedali esistenti e di non costruire nuovi ospedali. Tutti gli ospedali della provincia presentano grosse criticità, reparti chiusi, servizi ridotti; parlare di costruire un nuovo ospedale sembra quasi offensivo, soprattutto se per gli appalti e progetti tecnici del “nuovo Ruggi” sono stati utilizzati due milioni di euro sottratti al potenziamento dei LEA e quindi all’assistenza dei cittadini, alla sanità territoriale e all’assistenza domiciliare e alle case della salute, che pure erano state deliberate.

-l’attivazione di una commissione inter aziendale per esaminare e risolvere le criticità del territorio in relazione ai Pronto Soccorso e al potenziamento della medicina territoriale

-la convocazione della Conferenza dei servizi e della conferenza dei sindaci, con la presenza delle associazioni e dei cittadini in modo da dare finalmente voce ai cittadini. Trasparenza e partecipazione ” concludono i rappresentanti di Cittadinanzattiva e Tribunale dei diritti del malato di Salerno