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La CISL FP chiede all’ASL Salerno chiarezza in merito ai reparti di malattie infettive

La Cisl FP Salerno interviene in merito alla chiusura “temporanea” del reparto di malattie infettive del nosocomio di Nocera. a causa del covid, ma che, al momento, non è stato ancora riattivato.

“La riorganizzazione in urgenza per emergenza Covid ha determinato la soppressione, prima tramite accorpamento, del reparto di malattie infettive da Nocera a Scafati ma non si capisce perché a seguito del venir meno della situazione determinatasi a marzo 2020 non viene riattivata la struttura in maniera immediata e riposizionata se necessario nel presidio nocerino2 – è quanto chiedono il Segretario Aziendale del presidio di Scafati della CISL FP – Salvatore Vitulano e il Coordinatore CISL FP dell’Area Nord dell’ASL Salerno – Alfonso Della Porta -che non si spiegano perché,:” se la situazione emergenziale che aveva determinato il trasferimento della UOC di Malattie Infettive da Nocera a Scafati non viene più ritenuta in atto, perché la UOC non viene riattivata nella sede di originaria assegnazione.” Gli stessi delegati della CISL FP rilevano che sono stati previsti altri 2 posti letto presso il PS di Scafati in aggiunta ai 4 posti letto, di cui uno dedicato allo shock room già destinati, aggravando l’onere assistenziale degli addetti ivi operanti, anche alla luce del fatto che non si tratta di assistenza in emergenza ma di assistenza di reparto e che pertanto dovrebbero essere collocati, a seconda della patologia in atto, presumibilmente infettiva, in specifica Unità Operativa, allo stato soppressa.

CISL FP DELLA PORTA VITULANO
Della Porta – Vitulano

Vitulano e Della Porta rilevano anche un’altra situazione che penalizza fortemente i cittadini dell’intera provincia di Salerno:

” Paradossalmente gli utenti provenienti da Vallo della Lucania (nell’area Cilentana ndr) e da zone periferiche limitrofe, si vedono costretti a venire prima a Scafati, fare accettazione per poi vedersi rimandati ad Agropoli ove allo stato sono stati previsti posti letto di malattie infettive. Inoltre il nuovo modello organizzativo sembrerebbe ipotizzare l’ individuazione di locali in un reparto all’interno del nosocomio di Scafati al primo piano, ove prevedere l’attivazione di prestazioni di pronto soccorso che, oltre a creare difficoltà agli operatori, a cominciare dai trasferimenti e dal trasporto del paziente, sembrerebbe che non siano stati previsti strumenti di protezione ed individuazione di percorsi finalizzati a tutelare operatori ed utenti. Gravemente lesiva della dignità di tutti gli operatori- aggiungono i delegati della CISL FP– si deve inoltre stigmatizzare che nonostante l’ impossibilità di conferire incarichi a personale del comparto in assenza di apposita regolamentazione, è stato individuato un Bed Manager che ha assunto l’onere di ergersi a referente di funzione organizzativa atteso che si arroga il diritto di organizzare il personale del comparto intervenendo sulla turnistica lavorativa e l’organizzazione dei servizi, pur in presenza di incaricati di funzione di coordinamento, creando sconcerto, incomprensione e disagi, si ripete senza alcun diritto essendo una posizione arbitraria e pertanto nulla. E’ oramai non più procrastinabile la ripresa del confronto su tutte le materie deputate alla contrattazione, poiché la misura è colma e in assenza di immediata ripresa delle trattative ci si vedrà costretti a forme di lotta più incise e determinati” – concludono Vitulano e Della Porta