OMS: speranza di ottenere il vaccino entro fine dell’anno

A sostenerlo è il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus che, al termine di una riunione di due giorni del comitato esecutivo dell’organismo ha detto: «Abbiamo bisogno di vaccini e c’è la speranza che entro la fine di quest’anno ce ne possa essere uno».

Soprattutto per i vaccini e altri prodotti che sono in fase di sviluppo, lo strumento più importante è l’impegno politico dei nostri leader, in particolare nell’equa distribuzione dei vaccini“, ha affermato il direttore generale. “Abbiamo bisogno l’uno dell’altro, abbiamo bisogno di solidarietà e dobbiamo usare tutta l’energia che abbiamo per combattere il virus“, ha aggiunto.

Ora conosciamo meglio il virus – ha detto il direttore dell’OmsCi sono ancora cose che non sappiamo ma lo conosciamo meglio. Ora l’importante è investire nell’utilizzo di tutte le risorse che abbiamo. Molti paesi hanno dimostrato che con le risorse che abbiamo è possibile controllare la pandemia. Ma allo stesso tempo dobbiamo investire in nuove tecnologie”.

L’Oms ha già messo in campo il programma Covax che mira a fornire a tutti i paesi del mondo un accesso equo ai vaccini, una volta che saranno stati autorizzati e approvati. Allo stesso tempo, gli scienziati hanno avvertito che anche con un vaccino efficace non si tornerà subito alla normalità, poiché potrebbero essere necessari mesi per produrlo, distribuirlo e somministrarlo su larga scala. Proprio per questo motivo, il capo dell’Oms ha ribadito che il mondo ha bisogno di utilizzare “tutti gli strumenti a portata di mano” per porre fine alla pandemia, ed il vaccino è solo uno di questi.

Contagiato il 10% della popolazione  mondiale

Altra importante affermazione dell’Oms è stata sulla diffusione del coronavirus nel mondo: avrebbe colpito il 10 per cento della popolazione mondiale, circa 770 milioni di persone, contro la cifra di 35,5 milioni di casi di Covid-19 confermati a livello globale.

In Italia prevalenza al 2,5%

Anche le indagini di prevalenza effettuate con criteri statistici hanno stimato, però, che, pure in Paesi dove il virus si è diffuso maggiormente, sia stato colpito circa il 5% della popolazione e non il 10%. In Italia l’indagine di sieroprevalenza da virus SARS-CoV-2 effettuata dal ministero della Salute e dall’Istat ha stimato ad agosto che avessero incontrato il virus un milione e 482mila italiani, il 2,5% dell’intera popolazione. Anche in Lombardia, la regione con la più alta prevalenza , non si arriva al 10% ma al 7,5%.