“HerHome”, il progetto di cura domiciliare del Cardarelli per il tumore della mammella

“HerHome” è il progetto di cura domiciliare di pazienti con carcinoma mammario HER2 positivo che il Cardarelli di Napoli ha avviato tramite l’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica diretta dal dottor Ferdinando Riccardi e con il supporto di Roche Italia.

Tumore della mammella, terapie a domicilio per le pazienti del Cardarelli. grazie a modelli integrati di assistenza e cura

Avviato a novembre 2021, HerHome, a distanza di soli sette mesi produce già risultati importanti.

In particolare, sono 40 le donne di Napoli e provincia attivamente seguite a casa e progressivamente inserite nel progetto, ben 207 le somministrazioni domiciliari erogate e altrettanti i posti di Day Hospital Oncologico liberati a beneficio di altri pazienti.

Grazie al progetto “HerHome”, fortemente voluto dalla direzione generale guidata da Giuseppe Longo, alle donne colpite da tumore al seno (e ai loro caregiver) sono stati risparmiati spostamenti per 8.280 km, per i quali sarebbero servite circa 102 ore in auto o altri mezzi di trasporto.

«Un progetto che ha un impatto positivo fortissimo sulle nostre pazienti – spiega Ferdinando Riccardi , – sull’assistenza che viene erogata in ospedale, visto che si liberano risorse per altri pazienti, e anche sull’ambiente».

Priorità del programma è infatti migliorare la qualità di vita delle pazienti, rendendo più agevoli le terapie e riducendo la necessità di spostamenti e visite presso la struttura sanitaria. Questo si traduce anche in maggiori tutele e sicurezza nei confronti di soggetti fragili, che possono essere più esposti ai rischi di contagio.

«Anche a causa della pandemia – dice Giuseppe Longo – la sanità è chiamata oggi a fronteggiare sfide complesse. Tutte le strutture che hanno una forte vocazione all’emergenza-urgenza sono sotto una forte pressione. Modelli integrati di assistenza e cura come questo sono preziosi anche per supportare l’efficienza e le risorse organizzative».

Quanto all’incidenza, il carcinoma della mammella si conferma essere la neoplasia più diagnosticata in Italia. Colpisce ogni anno 54mila donne ed è responsabile di più di 12 mila decessi. In Campania rappresenta la principale causa di morte nella popolazione femminile se si considera la sola categoria dei tumori, costituendo più del 15% della mortalità.

«Puntare su nuovi modelli di diagnosi, assistenza e cura in ambito oncologico, che possano favorire una maggiore integrazione tra gli ospedali e il territorio è fondamentale», dice il direttore sanitario Giuseppe Russo. «In questo caso, con HerHome abbiamo scelto di garantire terapie sottocutanee, somministrabili anche a casa, riducendo il disagio per le nostre pazienti che lottano contro un tumore della mammella e senza in alcun modo abbassare il livello delle cure offerte».

Il valore di servizi come questo, capaci di contribuire alla continuità delle cure, diventa ancora più significativo anche alla luce di recenti studi, dai quali emerge che posticipare i trattamenti oncologici, anche di poche settimane, può avere gravi ripercussioni.

Lo conferma un’analisi del British Medical Journal: focalizzato sul setting curativo (terapia neoadiuvante, chirurgia, terapia adiuvante, radioterapia), lo studio prende in esame diversi tipi di tumori e, per il carcinoma mammario, i risultati attestano che un ritardo di 4 settimane ha un impatto statisticamente significativo sulla mortalità.

«Siamo orgogliosi di aver avviato questo progetto in collaborazione con il Cardarelli di Napoli, perché crediamo nel valore delle cure di prossimità. La pandemia ha dimostrato che l’integrazione tra ospedale e territorio rappresenta una sfida cruciale per il Sistema Salute e anche il PNRR l’ha identificata come un ambito prioritario di intervento – commenta Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche Italia – Attraverso iniziative di partnership pubblico-privato come questa, che puntano a sperimentare servizi innovativi di delocalizzazione delle cure, di pari passo con il nostro impegno nella ricerca e sviluppo di terapie sempre più personalizzate e facili da somministrare anche in questi setting, vogliamo dare il nostro contributo per rendere i percorsi di presa in carico e assistenza sempre più equi, sostenibili e vicini ai bisogni di pazienti e caregiver. Ringraziamo l’Ospedale Cardarelli, tutti i medici, gli operatori sanitari e gli attori coinvolti nel progetto HerHome, per aver creduto in questo traguardo comune, portando significativi benefici alle donne campane colpite da tumore al seno. Ci auguriamo che altre realtà di eccellenza della nostra sanità possano seguire la direzione tracciata, affinché questi nuovi modelli di cura possano diventare una realtà per il più ampio numero possibile di cittadini».

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