Infection Medicine, CRISPR-Cas9, Regulation in Infection Biology

Nobel per la Chimica alle due inventrici di Crispr.


Crispr è un nome complicato: in inglese vuol dire “Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats”. Ma si è guadagnato soprannomi più familiari come il “copia e incolla” o il “taglia e cuci” del Dna. In genere Stoccolma premia scoperte di vari decenni prima, ormai consolidate. Crispr venne dichiarata “scoperta dell’anno” dalle principali riviste scientifiche, Nature e Science, solo nel 2015. Ma anche se non viene ancora (o quasi) usata direttamente sull’uomo, negli ultimi anni si è rivelata uno strumento di lavoro enormemente utile per le applicazioni della ricerca di base, per creare modelli animali di malattie che colpiscono l’uomo, per mettere a punto piante resistenti a funghi e batteri o per creare alghe che producono biocarburante. Mentre gli Stati Uniti non considerano i vegetali trattati con Crispr degli ogm, in Europa il dibattito è ancora in corso.

Charpentier e Doudna hanno studiato il sistema immunitario di un batterio Streptococcus ed hanno scoperto uno strumento molecolare che può essere utilizzato per effettuare incisioni precise nel materiale genetico, rendendo possibile cambiare facilmente il codice della vita. “Da quando Charpentier e Doudna hanno scoperto le forbici genetiche Crispr / Cas9 nel 2012, il loro utilizzo è esploso. Le forbici genetiche hanno portato le scienze della vita in una nuova epoca e, per molti versi, stanno apportando il massimo beneficio” ha sottolineato l’Accademia reale svedese delle Scienze.

Prime due donne a dividere il premio

Per la prima volta nella storia dei Nobel dedicati alla scienza, due donne dividono il premio più ambito dai ricercatori di tutto il mondo. Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna dividono quest’anno il Nobel per la Chimica, che dalla sua istituzione, nel 1901, è stato assegnato finora a cinque donne.
Crispr è un metodo inventato in epoche ancestrali dai batteri per tagliare il genoma dei virus che li invadevano. Le “forbici molecolari” osservate in laboratorio di Charpentier e Doudna vengono oggi usate dai ricercatori per fare ogni tipo di intervento sul Dna di piante e animali. Sull’uomo è usata più prudenza, perché Crispr non è ancora un metodo esente dagli errori.

Emmanuelle Charpentier (52 anni) è nata nel 1968 in Juvisy-sur-Orge, ha completato gli studi presso l’Istituto Pasteur e attualmente lavora in Germania, a Berlino, dove dirige l’Istituto Max Planck Unit per le Scienze dei patogeni.

Jennifer A. Doudna (56 anni) è nata nel 1964 a Washington e, dopo gli studi nell’Università di Harvard, si è trasferita nell’Università della California a Berkeley, dove lavora attualmente.