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“Per prevenire il tumore del Colon retto, è fondamentale la prevenzione”: lo sostiene l’AIGO, Associazione Italiana Gastroenterologi & Endoscopisti Digestivi Ospedalieri.

“Il cancro del colon retto è una patologia ad alto impatto nella popolazione: rappresenta infatti la terza neoplasia negli uomini, la seconda nelle donne. Nel 2020 in Italia sono state riportate 43mila nuove diagnosi e nel 2018, secondo i dati Istat, si sono registrati circa 20mila decessi causati da questa neoplasia”- esordisce il dottore Pietro Spinelli, Presidente AIGO Campania e Direttore Unità Operativa Dipartimentale di Gastroenterologia Ospedale Vallo della Lucania (SA)

“La storia naturale del cancro del colon retto è caratterizzata dalla sequenza adenoma-carcinoma, cioè dalla sequenza da una lesione benigna verso una maligna: ciò la rende molto sensibile alle campagne di screening, cioè alla possibilità di ricercare nella popolazione, quei soggetti che abbiano lesioni molto precoci benigne che evolverebbero verso lesioni maligne e che quindi sono trattabili, curabili, per ridurre notevolmente la mortalità. – aggiunge Spinelli sottolineando che una buona campagna di screening è capace di ridurre l’incidenza, il numero di nuovi casi di circa il 25% e la mortalità di oltre il 50%.

Purtroppo la pandemia in corso, ha avuto i suoi effetti sulle campagne di prevenzione:

“Durante il lockdown abbiamo continuato a curare i nostri pazienti, assicurando interventi chirurgici non rimandabili, le prestazioni di endoscopia d’urgenza e tutti i trattamenti antitumorali. Sappiamo però che si è registrata la riduzione del numero di nuove diagnosi, per vari fattori: primo fra tutti proprio l’interruzione dei programmi di screening. In italia circa il 31% di inviti in meno hanno raggiunto la popolazione e circa il 51% di colonscopie in meno sono state effettuate ai pazienti chiamati alla seconda fase dello screening del cancro colo rettale: si calcola che per recuperare questo ritardo, laddove riprendano gli screening a pieno ritmo, sarà necessario un tempo che va dai sei ai dodici mesi.- dice il presidente AIGO Campania- Altri fattori che hanno inciso: la difficoltà dei medici di gestire la situazione della pandemia ed il fatto che i pazienti hanno manifestato una certa ritrosia a frequentare gli ospedali per timore del contagio. La situazione si sta normalizzando ed io vorrei lanciare un appello di fiducia ai nostri pazienti, soprattutto agli ultra cinquantenni, di rispondere alle chiamate dello screening, di sottoporsi alla colonscopia perchè una diagnosi precoce, che col cancro del colonretto è possibile, può salvare la vita alle persone e quindi è necessario che dopo i 50 anni, tutti si sottopongano all’esame del sangue occulto ed in caso di positività si effettui la colonscopia.”

Con il dottor Spinelli abbiamo affrontato anche l’argomento sulle nuove frontiere possibili, grazie all’applicazione delle nuove tecnologie allo screening, in particolare dell’intelligenza artificiale.

“La letteratura mette in evidenza dati abbastanza impressionanti: tra il 5 ed il 10% i tumori sono diagnosticati in soggetti che si sottopongono normalmente ai programmi di screening e la possibilità il rischio che un polipo possa sfuggire ad un esame colonscopico può arrivare fino al 25%, ed ecco che la tecnologia ci viene in aiuto: attraverso questi sistemi di intelligenza artificiale che migliorano la capacità di identificare piccole lesioni anche millimetriche che sfuggirebbero all’occhio umano, soprattutto se si tratta di polipi molto piccoli e piatti. Si tratta – precisa il dirigente campano di AIGO– di una tecnologia di recente acquisizione che ci permette anche, in alcuni casi, di distinguere tra un polipo iperplastico ed un polipo adenomatoso, che è quello che nel tempo tenderà a diventare un cancro. Ecco la grande importanza dell’implementazione della tecnologia in endoscopia al fine di migliorare la performance di dare diagnosi più certe ed affidabili . Certamente l’intelligenza artificiale non sostituisce l’operatore umano ma rappresenta di sicuro un grande aiuto, un grande ausilio per migliorare le nostre performance. Lo scopo della nostra chiacchierata è di stimolare proprio l’adesione ai programmi di screening della Regione Campania di tutti i cittadini che saranno invitati, affinchè siano protagonisti di questa offerta sanitaria molto importante che risulta una vera attività salvavita, così da centrare il nostro obiettivo: ridurre al minimo la mortalità per colonretto.”

L’intervista al dottor Pietro Spinelli, a cura di Alessia Bielli e Sergio Gatto sulla pagina Fb di Tv Medica

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