Ordine medici di Salerno

Ordine dei Medici di Salerno, invito del presidente D’Angelo: “Donate il sangue”,

L’Ordine dei Medici di Salerno si fa carico di un importante appello: “Recatevi a donare il sangue”.

C’è carenza di sangue negli ospedali della provincia di Salerno, non solo nelle strutture periferiche che dispongono dell’emoteca, ma nella stessa Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona della città capoluogo.

Questa condizione, diventata ancor più grave nelle ultime settimane, sta determinando notevoli ritardi a volte con la cancellazione e il rinvio di interventi chirurgici programmati.

L’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Salerno lancia questo appello prima di tutto alla popolazione e alla sensibilità dei singoli individui, poi ai medici di famiglia, perché si facciano portatori della richiesta di aiuto presso i loro pazienti.

“Donare il sangue – ha dichiarato il dottor Giovanni D’Angelo, Presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno – significa, per ciascuno di noi, donare la vita a qualcuno e quel qualcuno potrebbe essere un membro della nostra famiglia.

Non dobbiamo mai permettere che le riserve di sangue siano scarse ancor più in questo momento, perché ciò significa non riuscire ad assicurare l’assistenza giusta.

dottor Giovanni D’Angelo

La banca del sangue deve essere sempre fornita per poter servire all’occorrenza e in tempo tutti gli ospedali del nostro territorio con e senza emoteca.

Non lasciamo che siano solo i volontari dell’Avis a occuparsi di questo importante aspetto della vita di tutti noi e rechiamoci con senso civico e altruismo anche nei centri di raccolta, in primis quelli più grandi, quali San Leonardo, l’ospedale di Nocera, e via via l’Ospedale di Battipaglia-Eboli, Polla fino a Vallo Sapri, dove è possibile donare il sangue rispettando un opportuno digiuno.” – conclude il presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno

Ricordiamo che possono donare il sangue le persone che non abbiano ancora compiuto i 60 anni se trattasi di prima donazione, 65 anni per i donatori abituali.