Nobel per la Medicina 2022 a Svante Pääbo, tra i fondatori della paleogenetica

Il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia 2022 è stato conferito al biologo svedese Svante Pääbo “per le sue scoperte sui genomi degli ominidi estinti e l’evoluzione umana”.

E’ considerato uno dei fondatori della paleogenetica, direttore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, in Germania, Pääbo nato a Stoccolma il 20 aprile 1955.

«Rivelando le differenze genetiche che distinguono tutti gli esseri umani viventi dagli ominidi estinti, le sue scoperte hanno fornito la base per esplorare ciò che rende noi esseri umani così unici»- ha spiegato la giuria del Nobel, durante l’annuncio del vincitore che, come da tradizione, è stato dato dal Karolinska Institutet di Stoccolma e trasmesso in diretta sui social.

Svante Pääbo

in relazione al Premio Nobel per la medicina assegnato a Svante Pääbo per le sue scoperte sul genoma degli uomini primitivi, questa la dichiarazione di Francesco Cucca, genetista associato all’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) e professore di genetica medica dell’Università di Sassari.

“Siamo una specie curiosa e abbiamo sempre avuto un particolare interesse al problema delle nostre origini. Da dove veniamo e che rapporto abbiamo con le specie che ci hanno preceduto? Cosa rende noi, Homo sapiens, diversi o simili rispetto agli altri ominidi che ci hanno preceduto?  Grazie alle sue ricerche pionieristiche, Svante Pääbo ha dato una risposta basata sull’evidenza scientifica a queste domande. Quello per Svante Pääbo è quindi un Nobel atteso.  È stato l’antesignano della paleogenetica, cioè di quegli studi che utilizzano il DNA dei resti preistorici per creare un profilo genetico ad alta risoluzione e che hanno dato il via alla cosiddetta rivoluzione del DNA antico. Le ricerche di Pääbo hanno evidenziato tra le altre cose che il corredo genetico di specie di ominidi ancestrali, come ad esempio il Neanderthal e il Denisovan, ha contribuito in piccola ma significativa misura all’attuale corredo genetico della nostra specie.  Pääbo ha anche scoperto che il trasferimento di geni da questi ominidi ormai estinti è avvenuto circa 70.000 anni fa. Questo antico flusso di geni nel genoma della nostra specie ha una rilevanza medico-biologica attuale; ad esempio alcuni di questi geni influenzano il modo in cui il nostro sistema immunitario reagisce alle infezioni, come è stato possibile dimostrare anche nel corso della pandemia da COVID-19″.