SIMIT: “Aumentano contagi ed ospedalizzazioni per il Covid”

SIMIT punta l’attenzione sul covid-19 nell’ambito del suo XXI Congresso nazionale, in svolgimento a Roma.

“Il numero dei casi sta aumentando, l’Rt è vicino a 1 e vi è un incremento delle ospedalizzazioni e dei decessi. Ciò induce a tenere alta la guardia, puntando sui vaccini e sulle misure di contenimento laddove necessarie. Tuttavia, ad oggi possiamo ipotizzare con ragionevolezza che le prossime vacanze natalizie potranno essere affrontate con maggiore serenità rispetto agli ultimi due anni” -sottolinea il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT

Secondo la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, dopo alcune settimane di rallentamento tornano a cresce i contagi di COVID-19, spinti dalle nuove sottovarianti di Omicron B.Q.1 e B.Q.1.1, note con i nomi Cerberus e Gryphon.

“Queste nuove varianti attualmente in circolazione e già dominanti in Italia hanno dimostrato un indice di trasmissibilità superiore a 15, per cui ogni persona è in grado di infettarne almeno 15″– aggiunge il Direttore Scientifico SIMIT che prevede appunto vacanze natalizie serene, ma invita alla massima attenzione –

“.Vi sarà comunque il rischio di un incremento dei contagi, che sarà opportuno fronteggiare con il ricorso a quei mezzi di contenimento indispensabili per la limitazione della diffusione del virus. Inoltre è fondamentale ribadire l’importanza della vaccinazione e dei richiami vaccinali con la nuova somministrazione bivalente, che protegge soprattutto i soggetti più fragili dalla malattia grave, coprendo anche la variante Omicron. Abbiamo constatato che l’immunità da vaccino o da malattia non è particolarmente duratura, quindi il richiamo periodico è necessario, anche nei giovani, in quanto solo immunizzando un’ampia porzione della popolazione sarà possibile limitare la diffusione del virus e combattere la pandemia”.

Da non sottovalutare un altro aspetto: in questi anni, la pandemia ha rappresentato un’opportunità per i microrganismi (funghi, batteri) resistenti agli antibiotici per colpire maggiormente, soprattutto nelle fasi più acute, in cui le terapie intensive erano piene.

“Nei pazienti ricoverati per COVID-19 in terapia intensiva, una delle più frequenti cause di decesso è stata una seconda infezione causata da batteri multiresistenti agli antibiotici acquisita in ospedale – spiega il Prof. Marco Falcone, Segretario SIMIT – Si è verificato con frequenza quel fenomeno denominato come sinergismo microbico, per cui l’infezione batterica si è sovrapposta all’infezione virale già esistente. Oggi non abbiamo un’emergenza Covid nei ricoveri, ma vi sono diversi pazienti fragili, per età o per comorbidità, che se si infettano possono sviluppare una malattia grave, con il rischio di contrarre anche un’infezione batterica a livello polmonare: questo organo, infatti, già indebolito dal virus SARS-CoV-2, è maggiormente suscettibile a ulteriori infezioni di tipo batterico. A ciò si aggiunge il dato preoccupante per cui l’Italia ha il tasso di antibiotico-resistenza più elevato in Europa dopo la Grecia. Questo problema è particolarmente diffuso negli ospedali, ma il 20-25% di questi batteri si trova già in comunità e può essere alimentato da un uso distorto di antibiotici”.