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La  prevenzione quale arma per sconfiggere ogni neoplasia: la “missione ” della LiltLega Italiana Lotta ai Tumori Salerno, vale ancor più per il tumore del colon-retto che è il secondo per insorgenza nella  popolazione italiana, con oltre 43mila nuove diagnosi nel 2020 e 21.600 i decessi .

La conferma della validità della prevenzione è data dal miglioramento della sopravvivenza registrato in questi anni grazie sia ai nuovi trattamenti che alla maggiore diffusione degli screening.

Il nostro approfondimento sul tumore del colon-retto è affidato alla dottoressa Celeste Fusciello, dirigente Medico di Oncologia dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno e volontaria della Lilt Salerno

“Le neoplasie del colon retto insorgono raramente prima dei 40 anni, sono più frequenti a partire dai 50 anni e soprattutto in una fascia tra i 60 ed i 74 anni. – dichiara la dott.ssa Fusciello- Sono numerosi i fattori di rischio oggi riconosciuti per la loro insorgenza: a partire dall’età appunto, a cui si accompagnano errati stili di vita, una alimentazione scorretta, scarsa attività fisica, vita sedentaria, obesità, sovrappeso. Uno scarso introito di fibre, quindi di frutta e verdura, a favore di un’alimentazione più ricca di grassi, sembra predisporre a questa neoplasia che ha ulteriori fattori di rischio nella storia personale, familiare, di condizioni quali la presenza di polipi del colon o di stesse neoplasie del colon retto, senza trascurare le malattie croniche infiammatorie intestinali, quali il morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa.”

Gli screening di prevenzione sono fondamentali per la diagnosi precoce e quindi contrastare “sul nascere” questa neoplasia

“Per la prevenzione oggi abbiamo a disposizione numerosi strumenti,- ricorda la dott.ssa Fusciello- la Lilt stessa si fa promotrice e portatrice di messaggi di prevenzione primaria, con l’ obiettivo di evitare che la neoplasia si sviluppi; parliamo della correzione di stili di vita sbagliati, con la promozione di una corretta alimentazione e di una adeguata attività fisica.

Accanto a questi, ci sono gli interventi di prevenzione secondaria che mirano ad una diagnosi precoce della neoplasia che consente di ottenere una prognosi ed un trattamento migliori: sono due essenzialmente gli interventi che hanno portato ad una riduzione della mortalità: la ricerca del sangue occulto nelle feci e la rettosigmoidoscopia; sono interventi che variano da Regione a Regione che vengono generalmente proposti ad una popolazione tra i 50 ed i 74 anni, con cadenza almeno biennale. L’anomalia, la positività di uno di questi test di screening, deve condurre a proseguire l’iter diagnostico, effettuando la colonscopia, un esame endoscopico che consente la visualizzazione dell’intero colon retto, l’asportazione di eventuali lesioni pre-cancerose, cioè dei polipi , i cosiddetti adenomatosi che possono, col tempo, evolvere in neoplasie, oppure l’esecuzione di biopsie, ovvero la tipizzazione, la caratterizzazione istologica di una lesione “francamente” neoplasica”.

Dalla diagnosi alla cura: “Un approccio terapeutico fondamentale per il tumore del colon-retto è sicuramente la chirurgia che, negli stadi iniziali soprattutto, rappresenta il trattamento di elezione talvolta curativo. A questo trattamento si associano quelli sistemici, variamente integrati a seconda delle necessità: ci avvaliamo dei classici farmaci chemioterapici in grado di inibire, bloccare la replicazione della cellula tumorale, ma, accanto a questi, disponiamo oggi anche dei farmaci a bersaglio molecolare, i cosiddetti farmaci “intelligenti “ovvero quelli che legano specifiche molecole, recettori espressi preferenzialmente dalle cellule tumorali, inibendone la capacità di crescere e di proliferare. Molto promettente- aggiunge la dottoressa Fusciello- è la nuova arma a disposizione degli oncologi ed al servizio dei pazienti affetti da queste neoplasie: è l’immunoterapia. Gli immunoterapici sono dei farmaci che mirano a elicitare la risposta immunitaria del soggetto nei confronti della neoplasia; stanno dimostrando sempre più la loro efficacia anche per il tumore del colon-retto, al prezzo di una scarsa tossicità, e quindi con un ottimo profilo di tollerabilità consentendo al paziente di mantenere un’ottima qualità di vita.

Sono in corso numerosi studi e sperimentazioni i cui risultati ci consentiranno di mettere a punto ulteriori trattamenti per i pazienti oncologici sempre più mirati, efficaci e personalizzati”- conclude la dottoressa Celeste Fusciello, invitando a rivolgersi alla Lilt Salerno per conoscere le attività di screening possibili e per informazioni sull’importanza della prevenzione

Sulla pagina Facebook di Tv Medica l’intervista alla dottoressa Celeste Fusciello a cura di Rosaria Coppola e Sergio Gatto: https://fb.watch/5W750z8emF/